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Amarena, la leggenda in un vaso

Amarena, la leggenda in un vaso

Quando si parla di Fabbri, la mente va subito all’immagine del vaso prima che alle amarene o alle ciliege ciliege. Una vera e propria immagine icona che ha contribuito a consolidare il mito della storica azienda bolognese, diventato ormai un oggetto per collezionisti.

L’idea di ingentilire la vendita delle “marene con frutto” in eleganti vasi di ceramica si deve a Gennaro Fabbri che affidò il lavoro ad Angelo Minghetti: il ceramista bolognese creò un modello che richiamava quello in uso in farmacia. Questo vaso non ebbe lunga vita e fu presto sostituito dall’opera dal ceramista faentino Angelo Gatti: a lui si deve l’esemplare in ceramica che conosciamo anche noi. Il corpo sagomato, i decori alla “porcellana” blu su fondo bianco sono una citazione dei manufatti provenienti dall’Oriente, arrivati in Italia dalla Cina grazie alla “Compagnia delle Indie”.

La tradizione racconta che, prima che un proposito commerciale e pubblicitario, questo vaso fosse un omaggio del fondatore Gennaro alla moglie Rachele Buriani, colei che ebbe la felice intuizione del nuovo prodotto: le “marene con frutto” che andavano ad affiancare la produzione di sciroppi.

I vasi originali sono ormai introvabili e hanno quotazioni abbastanza elevate. Tuttavia, per un regalo di Natale su eBay e su siti specializzati qualche esemplare degli anni ’60 si può trovare: i prezzi in rete oscillano tra i 100 e 200 euro.